Un viaggio tutto in rosa. Viviana Maffei e la ex campionessa di Olimpia Antonella Belluti ci inviano un report di un viaggio vissuto sul filo delle emozioni alle Isole Lofoten in Norvegia. Viviana ed Antonella non hanno mai un programma ben definito,sempre libere di decidere una volta giunte a destinazione, questa filosofia è ben rappresentata nel loro sito dove raccontano di... "scorribande bianche" e non solo a bordo del loro camper: www.itinerande.it. Andiamo alle Isole Lofoten con loro. |
Isole Lofoten Norvegia Tratto da: www.itinerande.it
Non ricordiamo come ci venne in mente di andare a sciare alle Lofoten.
Ma ora che ci siamo state, la consideriamo un’illuminazione.
E’ un luogo talmente fuori dal comune che descriverlo è difficile. Quello che avvenne fu sogno e poesia.
E da quel giorno, solo nostalgia.

Lassù lo scialpinismo diventa magia: un modo autentico e coinvolgente attraverso il quale calarsi in un paesaggio unico ed emozionante; realizza un fantastico sentimento di appartenenza, almeno per un po’, a quanto di più bello la natura possa offrire.
Le isole Lofoten sono un arcipelago norvegese oltre il circolo polare artico. Il modo più semplice per arrivarci è via aereo (con due o tre scali a seconda delle compagnie). Tempo permettendo si possono raggiungere le isole anche col traghetto o con il famoso “postale” da crociera Hurtigruten (con partenza da Bodo). Noi che di tempo ne avevamo poco abbiamo ovviamente preferito volarci (cercando tra le varie soluzioni low cost si può riuscire a spendere poco e arrivare in giornata).  Il nostro piano di volo prevedeva un cambio di aereo e di aeroporto a Oslo che per giorni ci ha tolto il sonno: troppo poco il tempo a disposizione e troppi i chilometri da fare con la scomodità del nostro enorme bagaglio. Le informazioni raccolte nell’ iper - dettagliato sito sui trasporti pubblici norvegesi (www.trafikanten.no) ci dava speranza ma - per la nostra cultura italica - era difficile pensare con ottimismo a coincidenze di pochi minuti. L’ironia della sorte ci mise lo zampino col risultato che, a Oslo, ci avanzò del tempo per un piccolo spuntino mentre, l’unico vero rischio, fu quello di non partire proprio. Due incidenti sull’autostrada Milano - Venezia ci fecero arrivare all’aeroporto a check–in già chiuso. Le nostre facce tristi e sconsolate intenerirono il personale che incredibilmente fece un’eccezione, accogliendoci sull’ aereo quasi già in decollo.
Saremo sempre grate alla Ryanair per questo immenso favore.
…e così ebbe inizio il nostro indimenticabile viaggio… 
Il piccolo aereo ad eliche che ci porta da Bodo a Svolaver, non è proprio rassicurante ma la stupenda vista sulle cime cariche di neve - e l’entusiasmo per ciò che ci aspetta - ci distrae da pensieri più cupi.
Per l’occasione - e come da filosofia “itinerande”- non abbiamo un programma. Decidiamo sul momento di fare campo base a Svolvaer e di vivere un po’ alla giornata.
Affittiamo una rorbour, delizioso alloggio tipico dei pescatori, tutto in legno, caldo e confortevole, da noi soprannominato “casa con vista”. Sistemazione strategica e casuale la cui finestra ad est, sul fiordo, ci proietta come in un film, il meglio dell’atmosfera norvegese. 
Per spostarci lungo l’arcipelago, noleggiamo un auto. Le ruote chiodate vengono montate su tutti i veicoli circolanti: nessun problema dunque a percorrere quotidianamente anche tratti piuttosto lunghi e ricoperti, in questa stagione, dalla neve. Le isole sono collegate tra loro da tunnel sotterranei o da ponti. Anche guidare su strade bianche apparentemente disegnate sull’acqua, è un’insolita emozione tra paura e stupore.  Poche le case: uniche altre costruzioni gli intrecci di legno su cui vengono stesi i merluzzi ad essiccare. L’odore del pesce ci accompagna per tutta la vacanza: lo senti nelle piccole cittadine ma anche dall’alto di una montagna. E’ un odore particolare, all’inizio può quasi dare fastidio, poi ci si abitua e alla fine, è così familiare che quando torni a casa ne senti la mancanza. Chi non lo sostituirebbe con l’odore degli scarichi delle auto? Veniamo a sapere che alle isole Lofoten la concentrazione di merluzzi che depongono le uova è altissima ed è proprio in questo periodo - tra febbraio e aprile- che la pesca di questo pregiato pesce raggiunge il suo culmine. 
Qui la cortesia è di casa ma non aspettatevi tante parole od entusiasmi gratuiti: discrezione e tranquilla indifferenza caratterizzano questo popolo.
Il paesaggio delle isole Lofoten, alterna spazi aperti a gole in pareti strapiombanti. La costa sud è un selvaggio susseguirsi di ampie spiagge dove la neve si scioglie tra le onde del mare.
Ciò che caratterizza il tempo è la variabilità, nello stesso giorno si possono alternare bufere di neve mai viste ad un cielo completamente terso, per poi nevicare ancora con il sole. La temperatura, almeno per il periodo della nostra vacanza, oscillava tra i +4° ai – 5°. La corrente del Golfo contribuisce a mitigare il clima, ma finchè non lo si prova è difficile capire cosa significhi. Non essendo umido (sembra incredibile essendoci mare dappertutto) si sopportano facilmente anche le temperature più basse.
Le cime ci impiegano nell’arduo compito di trovare sempre nuovi e più entusiastici aggettivi. Difficile scegliere alcuni itinerari da consigliare. Inutile perdersi in dislivello e sviluppi: in quel meraviglioso contesto sono tutti dettagli assolutamente irrilevanti.

In particolare ci porteremo sempre dentro il ricordo di Reine.
Partite con un tempo tremendo, il viaggio in auto è un deliro tra neve, vento e ponti inghiottiti dalla nebbia; ma in prossimità dell'arrivo, il cielo si apre e ci regala l'emozione più forte di tutta la vacanza. Reine è un pesino da favola. impossibile descriverlo! Ci riempiamo di questo paesaggio e inebriate proseguiamo verso Ransberg per la scialpinistica sulla cima Ryten. Si parte direttamente dalla spiaggia. A metà troviamo un rifugio, dove verrebbe voglia di fermarsi per sempre. Un orizzonte tra cielo, mare e montagne innevate, che commuove. Siamo solo noi con qualche poiana calzata e una lepre artitca. Se il paradiso non fosse così sarebbe veramente un vero peccato. 
Ci siamo ripromesse di tornare, ma questa primavera non andremo distanti.
Anche la Groenlandia saprà stupirci e commuoverci tanto?.. |